NEW OPERA HOUSE

NEW OPERA HOUSE

Ron Arad Associates

Tel Aviv, 1994

Acciaio laccato e acidato, tubi di bronzo ø 1,5 cm

L’opera di Tel Aviv, uno dei progetti culturali più ambiziosi di Israele, progettata dall’architetto Yaacov Rechter, si poneva anche lo scopo di proporsi come un nuovo centro urbano per la città. Per questo al suo fianco si sviluppano spazi pubblici quali una biblioteca, palazzi per uffici, un museo, il Ministero della Difesa. Il tema del foyer del teatro diventava così una sorta di spazio simbolico, un luogo anzitutto e non uno spazio di passaggio, che sapesse comunicare in chiave tridimensionale l’importanza di uno spazio pubblico innovativo e di grande richiamo. Tra vari progettisti internazionali Ron Arad fu scelto per dare un’immagine all’atrio d’ingresso pensato come “cerniera ambientale” tra città e sala concerti, un foyer estroverso capace di accogliere, fare incontrare i visitatori durante le pause che accompagnano l’esecuzione dell’opera lirica; uno “spazio sociale” quindi dove il pubblico dell’élite culturale si incontra, discute, partecipa alla vita pubblica in modo informale, ma non meno significativo delle occasioni ufficiali. In un’epoca in cui la modellazione tridimensionale cad era ancora agli albori, la vorticosa geometria compositiva definita da Arad per questo interno prestigioso, fu tracciata a mano nello stabilimento di Marzorati Ronchetti di Cantù per essere poi restituita in chiave tridimensionale con pareti ad andamento variabile, che si trasformano in panche continue e librerie, costruite con tubi di bronzo accostati uno all’altro sostenuti da montanti di acciaio brunito. Una complessa “pelle architettonica” chiamata a rivestire anche alcuni pilastri centrali. 

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