MACRO MUSEUM

MACRO MUSEUM

Odile Decq Benoît Cornette Architectes Urbanistes

Roma, 2010

Acciaio e vetro sabbiato retroilluminato

Odile Decq si colloca nel panorama architettonico contemporaneo in modo costruttivamente contraddittorio, proponendo un’architettura tranciante e sensuale che vuole interrogare il futuro e provocare il quotidiano. Il museo Macro di Roma si offre come un museo-paesaggio che ricuce le preesistenze industriali degli stabilimenti della Società Birra Peroni, estendendosi con un grande corpo vetrato angolare verso la città, per risucchiarla all’interno in un percorso avvolgente e dinamico che si sviluppa sino alla copertura, pensata come sorta di grande giardino-terrazza che nega il carattere introverso comune in genere all’edificio-museo e dove anche il disegno di arredi di riferimento gioca un ruolo importante. Una “passeggiata architettonica” caratterizza lo sviluppo dei suoi spazi interni i cui flussi e geometrie si affiancano al perimetro rosso acceso della grande sala conferenze centrale. Anche le toilette per il pubblico dei visitatori rientrano in questo programma e la zona che ospita i lavabi, realizzati su disegno da Marzorati Ronchetti, si offre come spazio inconsueto e sorprendente con pareti a specchio di acciaio che creano una prospettiva infinita e dove i lavabi luminosi appaiono come elementi emergenti, parallelepipedi rivestiti da lastre di vetro sabbiato retroilluminate con led bianchi e rossi e con un piano scultoreo che crea avvallamenti sinuosi dal forte impatto plastico.

Tutti i lavori