ISAIA

ISAIA

James Irvine

Milano, 2008-2009

Acciaio verniciato e cristallo

La scala è il manufatto che da sempre ha accompagnato l’elevarsi di ogni architettura; la sequenza delle linee orizzontali disegnata dai gradini costituisce il rapporto, la connessione, tra costruzione e terreno che l’accoglie, definendo la misura dell’altezza complessiva. La scala è direttamente associata all’atto del salire e lo sviluppo della rampa, il suo articolarsi e frammezzarsi con pianerottoli interposti permette di percepire lo spazio di ogni architettura e il suo crescere in altezza. È chiaro come all’aspetto tecnico, costruttivo e misurabile della scala si associ un valore simbolico in grado di definire una teoria dello spazio architettonico pensato come un piano-sequenza in verticale.

Gustave Flaubert nel suo semiserio Dizionario dei luoghicomuni (1850-1880, prima edizione postuma 1913) affermava che “gli architetti sono tutti stupidi; dimenticano sempre le scale”, sottolineando come senza la scala lo spazio appaia incompleto e muto. La scala che James Irvine ha pensato per il negozio Isaia di Milano, realizzata da Marzorati Ronchetti in acciaio verniciato e cristallo, sottolinea lo sviluppo dello spazio verticale proponendosi come elemento compiuto e indipendente. Staccata volutamente dai muri cui si accosta, la scala è pensata come sequenza continua di piani orizzontali fissati tra loro da un blocco centrale a formare una struttura continua, un nastro percorribile essenziale per geometria d’insieme e sviluppo complessivo.

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